di Beleg il 31 mag 2010, 10:54
Ribadisco ancora una volta che le singole utenze, personali o aziendali, sottoposte ad intercettazione ogni anno in Italia sono circa 20.000, secondo le statistiche ufficiali. I giornali che propongono cifre più alte fanno un calcolo assurdo, conteggiando anche tutte le persone che chiamano le utenze sottoposte ad intercettazione. E' normale che una utenza telefonica sotto controllo venga contattata da più persone: se queste ultime non hanno nulla a che fare con il reato ipotizzato, allora non devono temere nulla... Moltiplicate i 20.000 intercettati per una media di 10 persone che chiamano ogni utenza intercettata e fatevi un'idea...
Per realizzare un'indagine su un possibile reato di corruzione, specie in ambito politico e imprenditoriale, è necessario ricorrere alle intercettazioni audio e video, ambientali o telefoniche, perchè spesso è l'unico modo per far venire a galla i fatti.
Negli Stati Uniti le intercettazioni sono molte di più rispetto a quanto non appaia dalle statistiche ufficiali, perchè ci sono altre strutture e agenzie, oltre alle autorità di "polizia", che le praticano.
Gli unici abusi da regolare erano sui giornali. Bastava limitare la pubblicazione di fatti privati o non inerenti l'indagine (emersi non solo dalle intercettazioni, ma anche da altri sistemi di indagine) e il problema era risolto. Il costo di una intercettazione, per l'importanza che ha questo strumento di indagine per moltissimi reati (non ultima la corruzione in ambito politico, soprattutto locale, difficile da scoprire in altri modi), è proporzionato ai benefici. Altri provvedimenti adottati in materia di stampa, non fanno altro che limitare il diritto delle persone a sapere cosa accade nel loro paese e, soprattutto, se i loro rappresentanti politici (il cui incarico, lo ricordo, è pubblico e ciò che un politico fa è pubblicamente rilevante) hanno qualcosa da nascondere.

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